Sorrento, Borrello a ruota libera sulla cantera rossonera

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Raffaele Ferrara, una delle tante giovani promesse scovate da Borrello (foto Franco Romano)

Tra poco più di un mese festeggerà il suo (nuovo) primo anno da responsabile tecnico del settore giovanile rossonero. Giuseppe Borrello, lo scorso 29 aprile, fu infatti ufficialmente presentato alla stampa prima ed agli addetti ai lavori poi, e da quel giorno, forse anche da quelli immediatamente precedenti, è cominciato il suo lavoro, quotidiano ed incessante, volto ad esaudire le richieste della famiglia Gambardella, vogliosa di rilanciare l’attività del vivaio, puntando innanzitutto sulla qualità e non sulla quantità. Lo stop dello scorso week-end previsto per i campionati nazionali Allievi e Giovanissimi, ed il concomitante turno di riposo osservato dalla formazione Berretti concede al responsabile della ‘cantera’ rossonera la possibilità di tirare le somme del lavoro svolto sin’ora, focalizzare gli obiettivi da perseguire e soffermarsi sugli strumenti da utilizzare per raggiungerli.

Direttore Borrello, prima della chiamata della famiglia Gambardella lei aveva già ricoperto il ruolo di supervisore del settore giovanile fino alla stagione 2006/2007. Cosa ha significato per lei, in termini emozionali, ritornare a ricoprire questa carica?
Ritornare in penisola per me ha rappresentato una gioia immensa. Negli anni addietro con il Sorrento ho avuto modo di raggiungere traguardi molto soddisfacenti. Essere riconfermato oggi dalla famiglia Gambardella è per me motivo di vanto, perché reputo il Sorrento calcio una società da sempre all’avanguardia in questo settore, perché crede e punta molto sui giovani.
Cosa l’ha indotta a sposare subito il progetto propostole dal Sorrento calcio?
Fin dal primo incontro avuto con la famiglia Gambardella ed il direttore generale Scala ho capito subito di essere in sintonia con la volontà della dirigenza, che è sempre stata quella di continuare nell’importante solco tracciato negli scorsi anni.

Giuseppe Borrello (foto tratta da www.sorrentocalcio.net)

Cosa ha trovato di diverso e cosa, invece, non è mutato in questi suoi tre anni di assenza?
Al mio rientro ho dovuto migliorare la squadra della Berretti e degli Allievi nazionali, ricostruire quella dei Giovanissimi nazionali e formare il gruppo dei classe 1995 e 1997, che disputano rispettivamente i campionati Allievi e Giovanissimi regionali.
E’ soddisfatto del lavoro svolto finora? C’è qualcosa che, potesse ritornare indietro, non rifarebbe?
Sì, sono soddisfattissimo del lavoro svolto in questo primo anno. Ciò che mi gonfia il petto maggiormente è vedere tutte le squadre nelle zone alte dei campionati di appartenenza, ma soprattutto constatare il miglioramento di tanti ragazzi, che sono seguiti da numerosi club, soprattutto della massima serie. Per questo, rifarei tutto con lo stesso entusiasmo e la stessa passione.
Quali sono gli obiettivi che si è posto per il futuro?
I miei obiettivi, che ovviamente coincidono con quello della società, sono gli stessi che ci siamo prefissati all’inizio del nostro rapporto: formare validi calciatori ed ottenere risultati importanti nelle varie competizioni.
Il presidente Renato Gambardella ha più volte ribadito che dalle giovanili bisogna costruire i calciatori della prima squadra di domani. Tra quanto tempo questa volontà del presidente si può trasformare in realtà?
Sono sicuro che tra qualche anno la volontà del presidente potrà essere pienamente esaudita. Per adesso, però, c’è bisogno che i ragazzi s’impegnino e lavorino con tranquillità, poi senza dubbio molti di loro potranno indossare la casacca della prima squadra.
Passiamo ad analizzare le varie squadre del vivaio rossonero. La Berretti è nelle zone alte della classifica e lotterà fino all’ultima giornata per raggiungere la vetta. Qual è il segreto di questo gruppo?
Segreti non esistono. I risultati ottenuti sono frutto di un continuo lavoro, dentro e fuori dal campo, iniziato a giugno e portato avanti, quotidianamente, con applicazione e sacrificio.
Il presidente Renato Gambardella ha definito il gruppo degli Allievi nazionali il ‘fiore all’occhiello’ della società. E’ d’accordo con lui? Quali sono le qualità migliori di questa squadra?
Sicuramente la categoria degli Allievi nazionali è il quella più rappresentativa per tutte le squadre professionistiche. In particolare, la nostra è una squadra molto compatta, all’interno ci sono alcuni elementi che fanno si che il gruppo, oggi, si possa davvero definire il nostro fiore all’occhiello.
I Giovanissimi nazionali sono in netta ripresa dopo un inizio in cui i risultati non sono stati positivi. Quanto c’è, in percentuale, la bravura del mister e la maturazione dei ragazzi, in questo exploit?
I Giovanissimi nazionali sono un gruppo nuovo, i ragazzi arrivano dalle scuole calcio e per la prima volta affrontano un campionato impegnativo come quello nazionale. È chiaro che inizialmente mettere assieme il gruppo non era facile, ma con la bravura e la professionalità del mister Maurizio Amato, oggi, posso affermare senza remore che  questo è un gruppo di grossa prospettiva.
I gruppi degli Allievi e dei Giovanissimi regionali sono stati costruiti in prospettiva futura. Quanta fiducia nutre in questi ragazzi, che nel prossimo anno saranno chiamati a competere in campionato nazionali?
Abbiamo molta fiducia in questi gruppi, già in questo campionato si stanno confrontando con ragazzi più grandi e stanno ottenendo buoni risultati.
Se lei fosse un osservatore di un grande club di serie A, quale calciatore scipperebbe immediatamente al Sorrento?
Sul mio taccuino metterei sicuramente più di un nome di un giocatore, ma il mio compito è scoprire talenti affinché il Sorrento calcio sia sempre più un club rinomato in Italia per il proprio settore giovanile.
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