Addio sogni di gloria

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Il week end dei sogni infranti va in scena alla fine di febbraio: sono tre le squadre di serie A che, salvo clamorosi slanci d’orgoglio, abbandonano l’ambizione di un posto tra le grandi a fine campionato.
Il progetto della Juve naufraga dopo la sconfitta interna contro il Bologna: ai bianconeri non è bastata la rivoluzione estiva e i 14 giocatori nuovi portati da Marotta. Dopo la vittoria con l’Inter gli uomini di Del Neri riescono a non conquistare punti con due squadre che lottano per non retrocedere, riuscendo ad avere tre punti in meno della disastrosa Juve di Ferrara-Zaccheroni. La zona Champion’s, dichiarata obiettivo stagionale da Marotta (in periodo di vacche grasse si era parlato anche di scudetto) è lontana ormai 7 punti, distanza non incolmabile, ma col morale sotto i tacchi e il clima di smobilitazione che si respira nella Torino bianconera è difficilissimo ipotizzare una inversione di tendenza.
Anche la Roma che si fa raggiungere dal Parma dopo essere stata in vantaggio per 2 a 0 perde terreno. Di sicuro solo qualche sprovveduto poteva pensare che il solo Montella avrebbe salvato la stagione di una squadra che vive da circa un anno senza società. Il quarto posto in tasca sarebbe stato un ottimo “welcome party” per Mr. DiBenetto, ma poco male, vuol dire che lo champagne l’anno prossimo ce lo metterà lui.
Clamoroso il tonfo in casa del Palermo, che ne becca sette dall’Udinese formato Barcellona. La sconfitta costa l’esonero a Delio Rossi, colpevole secondo Zamparini di aver distrutto il suo Palermo e di non aver preso provvedimenti per la fragilità difensiva. Ritornando all’estate si potrebbe riflettere che il primo provvedimento per la difesa l’ha preso proprio Zamparini vendendo a peso d’oro l’ottimo Kijaer: colpa di Rossi anche questa cessione?
Restano il match di stasera e i sogni del Napoli: dream on.

Cristiano Vella

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