Le pagelle di Sorrento – Alessandria: Corsetti straripante

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MANCINELLI 6: Sui primi due gol non ha assolutamente colpe.In occasione del terzo gol di Damonte qualche responsabilità ce l’ha, se non altro perché è troppo timoroso nell’uscita e non mette una pezza all’ennesima disattenzione su calcio piazzato dei difensori rossoneri. Per il resto, svolge l’ordinaria amministrazione senza particolari apprensioni.
VANIN 7: Dal suo piede nascono gli assist per la testa di Paulinho sul 2-1 e per quella di Corsetti, che sigla il 3-3. Puntuale nelle chiusure sullo spauracchio Bondi, in fase offensiva è letale quando si inserisce negli spazi lasciati dagli accentramenti di Carlini.
TERRA 6,5: Finalmente il difensore di Teramo è ritornato sui suoi standard. Letale nell’incursione offensiva del 3-2, regge bene all’urto degli avanti alessandrini, sbarrando la strada nel finale al tentativo di pareggio di Bondi in pieno recupero.
LO MONACO 5: Entra con il piede da ‘ballerina’ in occasione del duello con Camillucci che apre l’autostrada a Martini per l’1-0. Sul 2-0, invece, tiene in gioco il numero 10 dei grigi che ringrazia ed uccella Mancinelli per il raddoppio. Insomma, la classica giornata no.
DE GIOSA 6: Impiegato in un ruolo non suo a causa dell’infortunio occorso ad Angeli, regge bene il duello con Negrini. Sfiora anche il gol di testa. Sarebbe stato il terzo in altrettante partite.
CARLINI 6,5: Adattato ad esterno di centrocampo, lui che di mestiere fa la punta, dialoga bene con Vanin e rappresenta, soprattutto nella prima frazione di gioco, una vera spina nel fianco per la difesa ospite. (dal 45’ s.t. DI NUNZIO s.v.)
TOGNI 5,5: Dov’è finito il maestro che fino ad un paio di mesi fa dirigeva l’orchestra del Sorrento? Visibilmente in difficoltà contro due avversari tosti come Damonte e Camillucci, fatica e non poco a dettare i tempi dell’azione.
NICODEMO 5: In fase d’interdizione è fondamentale, è vero. Ma in alcune occasioni soffre da matti la verve di Damonte che, carta d’identità alla mano, ha ben 16 anni in meno di lui. Mezzo voto in meno per la scenata a fine partita: il capitano dovrebbe essere il primo ad andare sotto la curva a raccogliere applausi o fischi che siano.
MANCO 4,5: Un fantasma. Mai un cambio di passo, mai un dribbling che possa creare superiorità numerica. E’ in netto calo atletico. (dal 6’ s.t. CORSETTI 8: Straripante come un fiume in piena, entra e subito cambia il volto al match: la sua vivacità era quello che ci voleva per scardinare la solida difesa dei grigi. La caparbietà con cui ruba il pallone a Damonte e lo spedisce sulla testa di Terra per il 3-2 è da applausi, come lo è il guizzo su Pucino per l’assist del 4-3 finale a Paulinho. Senza dimenticare la zuccata di testa per il provvisorio 3-3)
PAULINHO 7,5: Ogni commento ormai è superfluo. Ci limitiamo ad annotare la sua quinta doppietta stagionale che porta a diciannove il numero delle segnature complessive, e la rabbia con cui scaglia con precisione alle spalle di Servili il pallone che vale il 4-3
BONVISSUTO 5,5: Lotta, prende calci, difende il pallone. Insomma, fa il lavoro sporco. La condizione, però, non è delle migliori ed, infatti, in fase finalizzativa ci pensa sempre quella frazione di secondo in più che serve ai difensori per capire la sua prossima mossa (dal 23’ s.t. PIGNALOSA 6: Sarà un caso che ogni volta che entra a partita in corso il buon Paulinho la mette sempre dentro? Noi pensiamo di no. Ed anche Ghinassi, visto che con il suo movimento inganna il difensore ex Pistoiese e permette al brasiliano di centrare il bersaglio indisturbato).
SIMONELLI (allenatore) 6: L’ingresso di Corsetti gli ha salvato la panchina, ed è innegabile. Gli si può dare atto che ha avuto il coraggio d’inserire il giovane romano in un momento importante del match, ma anche un bambino si sarebbe accorto dell’inconsistenza di Manco e, visto che Camorani ancora non è al top, la carta Corsetti era l’unica da giocare. Per il resto, gli va dato atto di aver imbeccato il modulo giusto: il 4-4-2 è il vestito che calza meglio al Sorrento. Per questo, gli diamo fiducia, d’altronde il risultato del campo parla chiaro ed è inconfutabile.
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