Inter e Milan la banda bassotti

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L’immagine di Robinho che, con la faccia innocente, fa segno di aver stoppato il pallone col petto mentre una macchia a forma di palla campeggia sulla manica della sua maglietta resterà probabilmente uno degli emblemi del campionato di calcio 2010/2011. Inspiegabile come l’arbitro Banti, in ottima posizione e con visuale completamente libera, non annulli il gol del brasiliano contro il Chievo. Altrettanto inspiegabile la convalida del goal di Ranocchia, viziato da netto fuorigioco, contro il Cagliari. Errori umani, dicono. Errori umani  di cui beneficiano sempre le grandi, quasi scientificamente, aggiungiamo.
D’altronde, con una giustizia sportiva che si rende protagonista del pasticcio Lavezzi, distaccandosi dalla sue regole e adottando sentenze in netto contrasto con la propria giurisprudenza ci si aspetta di tutto.
Basta ricordare l’episodio Zalayeta: uruguagio accusato di simulazione contro il Torino e la difesa che porta un filmato ingrandito per scagionarlo. Il giudice, sempre Tosel, afferma che “immagini ingrandite e diverse da quelle di Sky non sono ammesse come fonte di prova”. Tre anni dopo Lavezzi viene squalificato grazie all’ausilio di immagini ingrandite e diverse da quelle di Sky.  Di fronte a una situazione del genere che oltrepassa e di molto i limiti del ridicolo è facile capire che nel calcio italiano le regole e la giurisprudenza contano se sono a uso e consumo di qualcuno, altrimenti si cambiano.
Tornando al calcio giocato, se la voglia di seguirlo resta, la corsa scudetto a tre si infiamma in vista della sfida di lunedì tra Milan e Napoli, separati da sole 3 lunghezze. Con un orecchio a San Siro starà l’Inter, che spera di fare bottino pieno nella non facile sfida di Marassi contro la Samp. La sconfitta di Lecce complica il cammino della Juventus verso la zona Champion’s, distante ormai  sette punti.  Difficilissimo anche il cammino della Roma: dopo essere stata in vantaggio per 3 a 0 perde 4 a 3 col Genoa;  quarta sconfitta consecutiva che provoca le dimissioni di Ranieri.

Cristiano Vella

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