La danza classica: una passione innata

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Questo sabato intervistiamo Carla Coppola, danzatrice del Teatro San Carlo di Napoli ed insegnante di danza classica in Penisola Sorrentina.
Fin da piccolissima il suo sogno è stato quello di danzare, infatti Carla inizia a praticare danza classica quando, a sette anni, si trasferisce da Castellammare di Stabia a Sorrento con la famiglia e riesce a convincere la madre ad iscriverla all’unica scuola di danza presente in Penisola Sorrentina in quel periodo, quella diretta da Thea Incardona.
A dieci anni supera le prove per entrare alla Scuola di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, e da quel momento in poi ha continuato a farne parte fino ad oggi, a parte un anno in cui si è trasferita a Roma per studiare presso l’Accademia Nazionale di Danza.
Suo idolo di sempre è Alessandra Ferri, che è stata étoile delle più importanti compagnie al mondo: la Royal Ballet di Londra, l’American Ballet Theatre di New York ed il Teatro alla Scala di Milano.
La passione innata per la danza che da sempre accompagna Carla le ha permesso di acquisire una  disciplina di cui è, giustamente, molto fiera e di ottenere grandi  gratificazioni, oltre che a dare, citiamo, “una senso alla mia vita”.
Facciamo un breve excursus sulla disciplina in questione; la danza classica, o danza accademica, si avvale di una tecnica denominata accademica in quanto codificata dai maestri dell’Académie Royale de Danse, fondata a Parigi da re Luigi XIV nel 1661, con lo scopo di fissare e sviluppare i principi fondamentali dell’arte coreografica. Questo lavoro è quello che ha cementificato la necessità di seguire una rigida disciplina per coloro che si avvicinano alla danza classica.
All’Académie lavorò, tra i tanti, anche Pierre Louis de Beauchamps, che codificò le cinque posizioni classiche, divenute regole per iniziare e terminare i passi. L’opera di de Beauchamps comprese anche lo stabilire la terminologia dei principali passi di danza, che ancora oggi vengono utilizzati in lingua francese.
Accanto al metodo francese ne troviamo altri, tra cui il metodo russo, che ha preso il nome della danzatrice e maestra Agrippina Vaganova, quello inglese della Royal Academy of Dance, quello danese, del coreografo August Bournonville e quello di origine italiana sviluppato dal maestro Enrico Cecchetti. Di più recente ideazione è il metodo statunitense, basato sul metodo russo importato dal maestro George Balanchine.
Carla si è avvicinata all’insegnamento quando aveva appena 21 anni. In principio insegnava solo  danza moderna, ma grazie a questa esperienza ed alle numerose richieste che le furono poste, decise, successivamente, di passare all’insegnamento della danza classica.
Delle tante figure celebri che negli anni hanno fatto il loro ingresso al Teatro San Carlo, sono due gli incontri che hanno maggiormente fatto un impatto su Carla: Rudolf Nureyev, che portò al San Carlo la sua versione della “Cenerentola”del compositore russo Prokof’ev, ed Elisabetta Terabust, altra étoile di fama e, per un periodo, direttrice del Corpo di Ballo del Teatro San Carlo.
Alla domanda di quale sia stata la sua ultima esibizione risponde “È stato Mercoledì sera, abbiamo fatto la Bella Addormentata”, riferendosi alla rivisitazione in chiave moderna dell’opera di Čajkovskij, coreografata da Dominic Walsh, ospitata in questi giorni al Teatro San Carlo.
Il prossimo mese, dal  22 al 29 marzo, prederà parte, assieme all’intero Corpo di Ballo Teatro San Carlo, al balletto “Romeo e Giulietta”, con gli étoile ospiti Roberto Bolle e Lucia Lacarra, uno spettacolo che ha già fatto il tutto esaurito al botteghino.
Le abbiamo chiesto cosa conti di più nella danza, se il cuore o la tecnica. Ci ha risposto così “Un artista dovrebbe essere completo, possedere la tecnica, la fisicità ed essere un bravo interprete. Se hai una grande tecnica e fisicità, ma non ti sai esprimere al meglio, puoi essere un bravo ballerino, ma se sei solo un bravo interprete e non hai la tecnica e la fisicità, non puoi esserlo.”
Le scuole di danza in Penisola Sorrentina oggi sono tantissime, soprattutto se pensiamo che, quando Carla iniziò, ne era presente solo una. Detto questo, Carla ci ha detto che sono in poche ad avere una struttura e degli spazi adatti all’insegnamento della danza classica.
Al momento, oltre all’occupazione di tersicorea, Carla collabora con la scuola “Academy – Musical & Danza” di Sant’Agnello e con l’associazione “La Ribalta” di Castellammare di Stabia come insegnante di danza classica.
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