La tipica danza sorrentina: la tarantella

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Foto di Luigi De Vita

La tarantella, il tipico ballo della tradizione napoletana, conosciuto in tutto il mondo, è uno spettacolo che unisce folklore e cultura locale degli usi e costumi di Napoli e dintorni.
Esistono molteplici varianti di tarantella, ma quella che si è mantenuta più fedele a sé stessa è senza dubbio la tarantella sorrentina.
La tarantella sorrentina di differenzia maggiormente dalle altre tarantelle esistenti per due motivi principali. Il primo è l’inserimento nella parte centrale dello spettacolo di un tempo cosiddetto di “gavotta”, il secondo è perché si tratta esclusivamente di una danza d’amore, pertanto contraddistinta dal corteggiamento, dal rifiuto, dal litigio e dalla riappacificazione degli innamorati.

Diverse cartoline testimoniano come, già dalla fine del 1800, la tarantella rappresentasse una delle maggiori attrazioni della Penisola Sorrentina. Ancora oggi questo spettacolo continua con successo, riproposto in chiavi più moderne ed accattivanti per gli appassionati, ma soprattutto per i turisti che decidono di passare le proprie vacanze a Sorrento.
Diversi alberghi propongono con successo serate in cui i propri ospiti possono cenare assistendo a spettacoli di tarantella e facendosi coinvolgere dai ballerini con giochi e scherzi.
Sono due i locali a Sorrento che, durante tutto l’anno, propongono spettacoli per chi, trovandosi in zona, non voglia perdersi l’entusiasmante esperienza della tarantella sorrentina.

Per meglio rappresentare le diverse epoche storiche durante le quali si svolge la vicenda narrata dallo spettacolo, sono previsti numerosi cambi di costume, fondamentali per garantire la finzione scenica necessaria agli spettatori per seguire la storia.

Il compito del ballerini, oltre quello di ballare, è di coinvolgere gli spettatori tenendo il ritmo con le mani o con strumenti forniti dall’organizzazione stessa come nacchere, tric-ballac, tamburelli, o altro.Durante uno spettacolo di tarantella sorrentina non può mancare il gioco dello “scarrafone”, in cui un ballerino, mentre i colleghi continuano a ballare e cantare, si inginocchia ai piedi di uno spettatore invitando quest’ultimo a cercare di dargli un ceffone mentre il ballerino passa col viso tra le sue mani aperte.L’esperienza della tarantella sorrentina è pura magia, capace di ricreare atmosfere, come il mare ed il mercato napoletano, ed eventi ormai lontani, come lo sbarco dei saraceni, la rivoluzione di Masaniello, la festa di Piedigrotta ed il periodo della guerra, con l’aggiunta del carosello sorrentino, in cui trovano spazio tutte le melodie più famose e spumeggianti della tradizione partenopea, conosciute ormai a livello mondiale e rappresentanti lo spirito indomabile delle tradizioni partenopee, per spesso concludere questo fantastico viaggio con la canzone più significativa per la Penisola: Torna a Surriento!

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