Gambardella: «Per la B, vinciamo fuori casa»

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Quanto Mario Gambardella creda al sogno di portare la sua creatura ancor di più nell’olimpo delle grandi del calcio italiano l’ha dimostrato per l’ennesima volta appena due giorni fa, quando ha aperto senza remore il portafogli ed ha consegnato nelle mani di Gianni Simonelli altri due pezzi da novanta. Un segnale, di quelli forti, indirizzato all’allenatore, ai calciatori, alla piazza ed alle dirette concorrenti per la vittoria del campionato: la famiglia Gambardella, papà Mario in testa, al sogno della B ci crede ancora, e gli innesti di Sabato e Camorani sono proprio l’ultimo regalo, gli ennesimi piccoli accorgimenti a quella Ferrari che ha già fatto sentire il proprio rombo in giro per l’Italia, ma che ha ancora tanti cavalli da sfruttare, soprattutto adesso che la strada si fa più impervia e gli avversari pronti a speronarti. L’ultimo, infuocato, giorno di mercato è stato un vero e proprio pit-stop. Da adesso in poi tornare ai box per accorgimenti vari non è più consentito.

Fatto il pieno di energie con forze fresche e sostituiti quei bulloni arrugginiti, adesso il diktat di Gambardella è di quelli quanto mai precisi: vietato guardare indietro, quindi alla sconfitta col Bassano, e concentrarsi solo e solamente al futuro prossimo, leggasi sfida con il Ravenna al ‘Benelli’. E non fa niente se il Gubbio è nuovamente in fuga, perché «al +5 degli eugubini non dobbiamo pensare. Bisogna affrontare gli avversari senza calcoli: le tabelle di marcia sono inutili e dannose. L’obiettivo primo è quello di provare a vincere tutte le partite, ma anche se alla fine arriverà il secondo posto non bisogna fasciarsi la testa, perché anche quello è un risultato eccellente». Provare a mettersi in tasca i tre punti, quindi, già a partire dalla gara di domenica con il Ravenna, in serie positiva casalinga da sei partite: «Sarà una gara molto difficile – analizza il numero uno rossonero. – Basti pensare che in terra romagnola l’ultima a cadere è stato proprio il Gubbio capolista. Per questo chiedo a tutti i ragazzi di profondere il massimo impegno nel match, perché abbiamo la possibilità di puntare al colpo grosso».

I tre punti al ‘Benelli’, oltre che, ovviamente, per la classifica generale, servirebbero anche per sistemare quel rendimento esterno che, statistiche alla mano, tra le prime sette forze del girone vede il Sorrento fanalino di coda con soli undici punti raccolti: «Il problema – spiega patron Mario – è che la nostra tattica offensiva ci penalizza troppo. Ma sono sicuro che il mister starà già lavorando per prendere dei provvedimenti tattici atti allo scopo. D’altronde, se vogliamo puntare al vertice, occorre assolutamente fare più punti fuori casa». Se si vuole puntare davvero alla B, quindi, il fortino dello stadio ‘Italia’ non basta più, «anche perché – aggiunge Gambardella – l’impianto di via Califano penalizza oltremodo le caratteristiche tecniche dei nostri calciatori e per di più, dato le rinomate dimensioni ristrette, gli avversari che badano solamente alla fase difensiva hanno sempre vita facile».

Tirando le somme, quindi, il campionato và vinto lontano dalle mura amiche, partendo già da domenica a Ravenna. Adesso la patata bollente passa in mano a staff tecnico e calciatori. Perché patron Mario il suo l’ha già fatto. D’altronde, prendere la casacca rossonera e scendere in mezzo al campo a sputare sangue per il sogno suo e di tutta la città sarebbe troppo. Anche se, ci scommettiamo, qualora il fisico e l’età lo permetterebbero ancora, un pensierino, lui, sicuro lo farebbe…

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